Devo ammettere che ero partita con qualche preconcetto su questo film, visto quel che è stato sfornato
dal cinema italiano negli ultimi anni,Verdone compreso (sarà questione di gusti,poi,buh!)...Invece,con mia grande sorpresa,ho dovuto ricredermi...
Ci sarebbero parecchi punti da analizzare,volendo,ma se li prendessi in considerazione tutti nn finirei più...Vado per grandi linee..allora...
E' un film che scorre con leggerezza e,pur senza pesare,fa riflettere...Due generazioni a confronto,ognuna con la propria scia di problemi più o meno grandi. Due generazioni che molte volte appiono inconciliabili,lontane come sono,quando ognuno è preso ad ascoltare solo se stesso (quando non addirittura in lotta per il "predominio")...Così distanti,eppure padri e figli.
Lui,Achille,così sicuro delle sue deboli certezze, con quel nome da eroe così stonato su quella faccia.
Un lavoro,una moglie isterica,una figlia..."figlia"? Sconosciuta.
Padrone di una vita perfettamente costruita su basi talmente poco solide da crollare al primo alito soffiato da un ragazzino arrabbiato con la vita.
L'altro, Orfeo,soli 24 anni ed una madre da crescere.Senza certezze,senza strade aperte,senza orizzonti o aspirazioni se non quella di "rigirare la testa" al primo malcapitato di turno. A ragione o meno.
Lui,Achille,arrivato vincitore scegliendo la strada più semplice.Vincitore sul marcio,nel mondo alto borghese. L'altro, Orfeo, sconfitto prima di partire nei suoi vicoli malfamati.
Due storie che si scontrano accidentalmente,in modo tanto strano da sembrare reale (perchè,a volte,la vita è più strana di un film)
e ripartono insieme. Un viaggio di ricerca,non voluto,non cercato,ma che pure li farà ritrovare e riscoprire,là,nel terreno comune
del fallimento,dove non conta quel che si ha o chi si è, ma quel che si può ancora fare.
E allora il riscatto: il piccolo Orfeo diverrà l'eroe nascosto in germe nel suo stesso nome. Sarà capace,per la prima volta,di riportare indietro la sua bella Euridice,ma non solo.
Sarà la salvezza di Achille, già ferito nel suo punto debole e sconfitto. Anche per lui la seconda occasione,l'occasione
per ricominciare...
"E sì,forse a volte è vero che bisogna perdere tutto per ritrovarsi...". Un messaggio da non sottovalutare.
In definitiva un film più "maturo" per Verdone che,nonostante questo,per fortuna, non perde mai la sua vena comica.
Qualche altra nota...E' comunque un tipico film italiano: il nostro prototipo di uomo? Traditore. Il nostro prototipo di donna? Isterica.
Il nostro prototipo di giovane? Perso. Il nostro prototipo di genitore? Lontano. Il nostro prototipo di "malvivente"? Napoletano..chissà perchè...
La cosa fastidiosa è stata la presenza ossessiva di un marchio che nn oso citare...A ricordare continuamente quanto tutto si riduca al commerciale....
Vabè,mi fermo qua...
Un saluto a tutti....ah...e grazie al signor Viper x l'ospitalità!
Il fatto dei prototipi è proprio vero.Sembra che ci stiamo standardizzando. Tutti uguali, tutti con gli stessi ideali, tutti a fare quello che fanno gli altri..quello che fanno i potenti.
Questo film potrebbe essere un urlo al cercare di cambiare, cercare di RICOMINCIARE a far girare tutto nel modo giusto.
Beh,adesso mi fermo qui, altrimenti esco fuori argomento:-)
Per il marchio...beh,effettivamente era proprio fastidioso,ed è la prima volta che nei titoli di coda vedo tutti quegli sponsor. Si vede che il budget non era molto alto nella produzione, e gli sponsor l'hanno aiutato.
Da ammiratrice di Silvio Muccino aspettavo da un pò di vedere questo film..oltre che a rifarmi gli occhi..:P..riflettendo bene la trama racchiude in sè alcune problematiche che riempiono la quotidianeità di coloro che si ritrovano di fronte ad ostacoli come il disagio familiare,sopportare il peso di ogni cosa sulle proprie spalle e trovano la speranza e la forza di superare tutto solo per amore di qualcuno..misto poi alla simpatia e l'ironia di Carlo Verdone e al vivace e più che mai attuale personaggio interpretato da Silvio Muccino,ciò che emerge è una piacevole combinazione di divertimento e riflessione per chi vuol dedicare un paio d'ore al cinema.
Davvero bello questo film. Carlo Verdone ultimamente mi aveva un po' deluso, ma in questa interpretazione e regia è stato davvero grande.
RispondiEliminaDevo ammettere che ero partita con qualche preconcetto su questo film, visto quel che è stato sfornato
RispondiEliminadal cinema italiano negli ultimi anni,Verdone compreso (sarà questione di gusti,poi,buh!)...Invece,con mia grande sorpresa,ho dovuto ricredermi...
Ci sarebbero parecchi punti da analizzare,volendo,ma se li prendessi in considerazione tutti nn finirei più...Vado per grandi linee..allora...
E' un film che scorre con leggerezza e,pur senza pesare,fa riflettere...Due generazioni a confronto,ognuna con la propria scia di problemi più o meno grandi. Due generazioni che molte volte appiono inconciliabili,lontane come sono,quando ognuno è preso ad ascoltare solo se stesso (quando non addirittura in lotta per il "predominio")...Così distanti,eppure padri e figli.
Lui,Achille,così sicuro delle sue deboli certezze, con quel nome da eroe così stonato su quella faccia.
Un lavoro,una moglie isterica,una figlia..."figlia"? Sconosciuta.
Padrone di una vita perfettamente costruita su basi talmente poco solide da crollare al primo alito soffiato da un ragazzino arrabbiato con la vita.
L'altro, Orfeo,soli 24 anni ed una madre da crescere.Senza certezze,senza strade aperte,senza orizzonti o aspirazioni se non quella di "rigirare la testa" al primo malcapitato di turno. A ragione o meno.
Lui,Achille,arrivato vincitore scegliendo la strada più semplice.Vincitore sul marcio,nel mondo alto borghese. L'altro, Orfeo, sconfitto prima di partire nei suoi vicoli malfamati.
Due storie che si scontrano accidentalmente,in modo tanto strano da sembrare reale (perchè,a volte,la vita è più strana di un film)
e ripartono insieme. Un viaggio di ricerca,non voluto,non cercato,ma che pure li farà ritrovare e riscoprire,là,nel terreno comune
del fallimento,dove non conta quel che si ha o chi si è, ma quel che si può ancora fare.
E allora il riscatto: il piccolo Orfeo diverrà l'eroe nascosto in germe nel suo stesso nome. Sarà capace,per la prima volta,di riportare indietro la sua bella Euridice,ma non solo.
Sarà la salvezza di Achille, già ferito nel suo punto debole e sconfitto. Anche per lui la seconda occasione,l'occasione
per ricominciare...
"E sì,forse a volte è vero che bisogna perdere tutto per ritrovarsi...". Un messaggio da non sottovalutare.
In definitiva un film più "maturo" per Verdone che,nonostante questo,per fortuna, non perde mai la sua vena comica.
Qualche altra nota...E' comunque un tipico film italiano: il nostro prototipo di uomo? Traditore. Il nostro prototipo di donna? Isterica.
Il nostro prototipo di giovane? Perso. Il nostro prototipo di genitore? Lontano. Il nostro prototipo di "malvivente"? Napoletano..chissà perchè...
La cosa fastidiosa è stata la presenza ossessiva di un marchio che nn oso citare...A ricordare continuamente quanto tutto si riduca al commerciale....
Vabè,mi fermo qua...
Un saluto a tutti....ah...e grazie al signor Viper x l'ospitalità!
Sempre disponibile ad ospitarvi!
RispondiEliminaIl fatto dei prototipi è proprio vero.Sembra che ci stiamo standardizzando. Tutti uguali, tutti con gli stessi ideali, tutti a fare quello che fanno gli altri..quello che fanno i potenti.
Questo film potrebbe essere un urlo al cercare di cambiare, cercare di RICOMINCIARE a far girare tutto nel modo giusto.
Beh,adesso mi fermo qui, altrimenti esco fuori argomento:-)
Per il marchio...beh,effettivamente era proprio fastidioso,ed è la prima volta che nei titoli di coda vedo tutti quegli sponsor. Si vede che il budget non era molto alto nella produzione, e gli sponsor l'hanno aiutato.
Viper
Da ammiratrice di Silvio Muccino aspettavo da un pò di vedere questo film..oltre che a rifarmi gli occhi..:P..riflettendo bene la trama racchiude in sè alcune problematiche che riempiono la quotidianeità di coloro che si ritrovano di fronte ad ostacoli come il disagio familiare,sopportare il peso di ogni cosa sulle proprie spalle e trovano la speranza e la forza di superare tutto solo per amore di qualcuno..misto poi alla simpatia e l'ironia di Carlo Verdone e al vivace e più che mai attuale personaggio interpretato da Silvio Muccino,ciò che emerge è una piacevole combinazione di divertimento e riflessione per chi vuol dedicare un paio d'ore al cinema.
RispondiEliminaAngelHariel