sabato 8 luglio 2006

La guerra di Mario - 24° Incontro

12 commenti:

  1. Ragà, il prossimo film che vedremo dovrebbe rispecchiare un po' i problemi che ci sono nel Napoletano, cosa che succede anche in altri film di Capuano. Vi assicuro che il regista è un grande artista ed i suoi film sono davvero belli, anche se è un gran rompi....e.

    Ah, per chi non lo sapesse è il mio prof. di scenografia^__^


    VIPER

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  2. eh bravo viper!!cmq l'incontro si può fare da me!ditemi solo il giorno cn precisione!!baci....

    Meros

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  3. Bene, allora il giorno come ho anche scritto nel blog è venerdi 14 alle ore 20:30. Ci vediamo tutti da Marianna.

    CIAOOOO


    Viper

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  4. Beh, spesso con le maniere buone si può avere tanto da una persona. Poi se avessi ascoltato, avresti capito che il bambino era stato tolto alla mamma perchè veniva continuamente picchiato. Ora se la mamma adottiva avesse cominciato a prenderlo a schiaffi, come pensi avrebbe reagito il bambino?


    Ragà, io il regista lo conosco, sarà na chiavica di professore e pur nu poc cacacazz, ma come artista è grandissimo.


    Viper

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  5. Bravo Viper!Sono d'accordo con te!

    Innanzitutto complimenti al regista,perchè è veramente un buon film e interessante.Da sottolineare l'attenzione posta all'aspetto psicologico del bambino.Mario,un bambino difficile,con un'infanzia molto diversa dalla nostra e con un modo di vedere la realtà molto particolare!Un bambino che ha9anni,ma per l'esperienze trascorse ne dimostra molti di più,che ricerca affetto e dolcezza come tutti i bambini,ma allo stesso tempo ha paura di chiederlo e di provare qste sensazioni perchè da duro è diventato lentamente +disponibile.

    All'interno del film oltre alla descrizione della vita quotidiana di qsto bimbo e degli altri ragazzi della sua età,è molto interessante il conflitto edipico che nasce tra Mario e Sandro,due duri a confronto!

    L'unica nota un pò negativa o meglio,dubbiosa,riguarda quei flashback nella vita di Mario.

    Io credo che si tratti di una realtà ambigua che forse Mario nn ha realmente vissuto.

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  6. Il proverbio citato potrebbe valere su di un bambina con una vita normale, non su quel bambino. Non servirebbe a nulla.Lo farebbe solo diventare più aggressivo e menefreghista.


    VIPER

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  7. scusate ma prima nn mi sono firmata e nn ho scritto un'altra osservazione.

    La vita di Sandro e Giulia è sconvolta dall'arrivo di Mario ed evidenza una crisi sentimentale dei due,che fino a quel momento si erano illusi di essere una coppia perfetta e invece in realtà nn è affato così.2modi diversi di vivere,di educare il bambino che Giulia considera come proprio figlio,mentre da Sandro è vissuto come una minaccia!!

    Cmq Ganzo nn hai un briciolo di comprensione!Mario ha subito dei maltrattamenti da piccolo,ed ha vissuto gli anni+importante della sua formazione in un ambiente pericoloso persino per un adulto,in cui regna la legge del+forte!

    Un bambino in affido comporta una responsabilità enorme;già è difficile essere genitori,ma lo è ancora di+se si è genitori di un bambino cm Mario!!E Giulia qsto lo sa,a tal punto da annullare se stessa per garantirgli la sua presenza!

    Sarà perchè adoro qsto genere di films,ma a me è piaciuto mucho!!!Baci....

    Meros

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  8. ma v rendete conto come il bambino tratta Giulia?dai...un altro pò e la cacciava pure d casa...

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  9. Ganzo sei senza speranza!!!!!!=D


    Meros

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  10. Vabbè meros,poi facciamo i conti io e te...ehehe :D


    Ganzo

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  11. dai ragazzi non vi scaldate tanto, la guerra di mario non parlava certo di pedagogia, certo bene sarebbe stato non dare tanto campo aperto al bambino, ma male sarebbe stato trattarlo come una irredenta piccola peste....

    Un "bambino difficile" (e ditemi ai nostri tempi se ci sono bambini "facili") va sempre preso con le dovute attenzioni.

    Non sono comunque d'accordo sull'annullamento della madre adottiva che rischia appunto di lasciare troppo campo al bambino e a non dargli la giusta direzione, certo il suo discorso con la tizia del tribunale dei minori sembra convincente, ma (anche se vorrei riascoltarlo) a me sembra che volesse cercare di convincere prima se stessa con quelle parole, per giustificare la sua debolezza nel non dirgli mai di no...


    ritorniamo al film e ai Flash di Mario, tutti i bambini sognano, e i bambini come mario? che sogni fanno?

    sognano di diventare grandi seguendo (come dice Meros) la legge del più forte, sognano di essere in guerra contro tutti, perché si sentono attaccati da tutti, non parlano e se lo fanno solo per attirare attenzione su di se e farsi "grandi", come a scuola, e allora? perché quei flash? come fa un bambino a sapere che dall'altro lato del suo mondo succedono realmente cose del genere? in quei flash (opinione personale) vedevo tanti bambini del corno d'africa, afgani, albanesi, sudamericani, che quella guerra la vivono ogni giorno quando aprono gli occhi se riescono a dormire...

    e a Napoli? cosa succede nei famosi quartieri? cosa succede di mattina tra le strade di questa piccola grande città?


    Esiste un mondo a napoli, una città nella città, la città dalla quale vengono i genitori adottivi, ed esistono tante altre realtà, quella di tanti altri mario, che la circondano e l'assediano!!! si l'assediano come lascia intendere la direttrice della scuola dopo l'ennesima "marachella di mario", che per le sue malefatte lo considera un bambino di un'altra casta..... ed a ragione, ma allora non viviamo più nel 2000 e passa, ma siamo ritornati al meno 2000 e passa in un salto di quasi 4000anni, che fine ha fatto De Amicis?!? il Filangieri, tanto napoletano con le sue idee tanto illuministiche???


    Forse lo scorcio di Napoli, forse la luce che emana dalle riprese, forse i suoni così familiari ad un napoletano, sono stridenti alle nostre orecchie... non napoletani anche se pendolari delle sue strade e dei suoi mezzi, dei suoi volti e delle sue parole, ma la spaccatura esiste e tutti la vedono, non solo a Napoli, ma ovunque ci si gira intorno.

    A Napoli è più evidente, una città che ne rispecchia mille, giri un angolo e sei a parigi, un'altro e sei a barcellona, un altro ancora e il bronx è lì davanti ai tui occhi, ancora qche passo o giro di autobus e sei a pechino..... un piccolo microcosmo davvero!


    Un film che aiuta a guardare, non solo a vedere, oltre quel davanzale della nostra rocca...

    Magari cercando di capire prima di agire...

    Non tutte le favole possono e devono finire bene..... a volte un retrogusto amaro aiuta ad apprezzare il dolce della vita.


    pHoX

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  12. Phox sono pienamente d'accordo con te!!!


    Meros

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