Spagna - 1h 45' - genere: DRAMMATICO - regia: PEDRO ALMODOVAR - anno: 2004
Enrique è un regista alla ricerca di una storia da narrare. Riceve visita da Ignazio, suo compagno e primo amore al collegio cattolico. Ignazio è un attore, e gli propone una novella basata proprio sugli eventi della loro infanzia, in cui Padre Manolo per lui aveva attenzioni decisamente particolari. Enrique decide di fare il film, ma non riconosce più in Ignazio la persona di cui era innamorato. Recandosi alla sua casa materna scopre il perchè: il vero Ignazio, tossicodipendente, è morto quattro anni prima, e ora suo fratello minore Juan sta facendosi passare per lui.

Uno dei film più crudi che abbiamo visto finora,credo. Uno sgaurdo lucido, disincantato, senza filtri di alcun tipo, su una realtà allo stremo, disastrata e agonizzante. "La mala educacion" ci mostra soprattutto la marginalità del diverso. Tranne in alcuni spiragli, non sembra lasciar spazio ai sentimenti, intessuto com'è dalla continua e ossessiva presenza di un sesso usato come merce di scambio.
RispondiEliminaLa trama molto complessa e intrecciata è una delle note positive che ho trovato nel film.Sicuramente molto originale e ben strutturato per rendere ancora più ambiguo il tutto, sfocando la distinzione tra la finzione e la realtà,il ricordo e la ricostruzione...
Tre personaggi e tre storie,su tutto il resto: Padre Manolo e il suo "amore" malato e perverso. Rappresentante di un credo e, per
questo, legittimato davanti allo stesso Dio. Un Dio che appare adattato alle esigenze umane più infime.
Ignazio, una vita condannata a restare a metà. Ferita sul nascere. Sospesa tra il rifiuto di se' stessa e un amore che non può avere. Un bambino cresciuto fra le contraddizioni di una "cattiva educazione" appunto, che decide di non credere, perchè "se non credo nell'inferno, non ho paura e posso fare tutto". Una vita che si svende per sopravvivere, in qualche modo. Sopravvivere, non importa come, non importa a spese di chi. E nell'inferno del reale ci precipita, schiantandosi.
E Juan, vittima e carnefice. Costretto a mettere le toppe ad una vita non sua, non di certo scelta. Juan a badare al degrado di suo fratello e a pagarne il prezzo, arrancando per costruirsi un futuro dignitoso. Attore della sua stessa
vita, una tragedia che si consuma, nel finale, in un modo talmente freddo e distaccato da farla apparire una sorta di copione. E la catarsi,cercata e vissuta nel mettere in scena l'assassinio del fratello...E' l'unico punto in cui lo vediamo piangere davvero.
Una storia, questa, che lascia sconcertati per quanto è forte, senza mezzi termini. Un colpo allo stomaco.
E' il primo film di Almodòvar che vedo, ma, per quel che so sugli altri film da lui girati, mi sembra che i temi proposti siano più o meno gli stessi...
Meno male che la prossima volta riprenderemo fiato... ^_^
A presto!
Per me è il secondo film di questo regista. Credo che la particolarità di Almodòvar sia proprio quella di far vedere al pubblico quanto si cruda e violenta la vita per alcune persone. Una vita che esiste, e che tutti facciamo finta di non conoscere per sentirci bene. Beh,lui la fa vedere, e ci riesce anche bene.
RispondiEliminaViper
Questa volta niente critica..... (Dark Desire mi ha preceduto togliendomi la stragrande maggioranza delle parole dalla punta delle dita) è vero a caldo rimandai le mie idee a questo blog, però devo dire una cosa, questo film, il terzo film di Almodovar che vedo, mi ha spinto a ricercare, per una buona volta, qualche notizia su di lui e, già dalla data di nascita, ho scoperto che potrebbe essere mio padre, poi scopro qualcosa in più sul suo passato..... e una sua intervista su questo film, in cui dice che non è strettamente autobiografico, che non ha nulla contro la chiesa ed i preti e che non riguarda la "Movida" (movimento spagnolo degli anni 80) spagnola.... un film che è rimasto nel suo cassetto incompiuto da anni... e che li sarebbe potuto rimanere per ben altri 10.
RispondiEliminaDi norma non do fede alle parole spese nelle interviste... ma controllando e spulciando e rivedendomi la biografia, la filmografia, controllando gli attori, uhm domanda: avete visto donne in questo film? tutti i ruoli principali erano assegnati ad uomini.... (eccetto la madre e la truccatrice).
In tutto questo, della filmografia di Almodovar c'è tanto ancora da vedere..... proporrei "Parla con lei" che cronologicamente si trova tra "Tutto su mia madre" e "La mala education" oppure c'è "Volver" del 2005, oppure ancora "Donne sull'orlo di una crisi di nervi"... insomma questo regista autodidatta non si fa cogliere, estremizzando a tal punto i fatti le situazioni vuole sfuggire, dando colore su colore vuole confondere nella girandola i nostri sensi, e stupirci e squassarci con le sue pennellate e colpirci, riuscendoci senz'altro, ma penso: "cosa c'è dietro tutto questo?" forse nulla... forse nulla, oppure.... E così, per la mia eterna stupida conosciuta curiosità vorrei solo vederci chiaro, ^__^ e chi non lo vorrebbe? Se è uno dei fenomeni degli ultimi 50 anni, discepolo di grandi e già maestro dei registi di domani, capace di attirare attori che cercano di rimanere a lavorare con lui, non per una pagnotta ma per il vociare che i suoi film generano, allora è meglio darsi una mossa e capire se ne varrà veramente la pena assistere alla sua prossima prima.